Avatar

di Ugo Cesare Tonelli | Category: Recensioni Cinema Rating: RC violenza

Jake Sully (Sam Worthington) e Neytiri (Zoë Saldana).

★★★★
Se c’era qualcuno che poteva insidiare il record d’incassi di Titanic, questo qualcuno risponde al nome di James Cameron.
Come dire, superare sé stessi. Beh, James c’è riuscito.
Ma soprattutto c’è riuscito con un film a dir poco strabiliante.
Un progetto nato poco dopo la produzione dell’ormai ex campione d’incassi (correva l’anno 1997) e tenuto in fresco a lungo a causa della mancanza di mezzi tecnologici per trasporre sullo schermo il sogno visionario di un uomo che – lo ammettiamo – di fantasia ne ha da vendere.
Difficile allora – con tredici anni di mezzo – dire cosa vi sia di citazione (o di plagio) nel suo lavoro, e cosa viceversa.

Si è parlato di Aida degli Alberi, di Miyazaki, persino di Eragon (per dirne alcune). Tutto vero. Tutto possibile. Ma qui poco importa.
La storia è lineare e fin troppo prevedibile, al punto (magnifico!) che non si possono temere spoiler di alcun genere. Ecco come trasformare un punto di debolezza in un punto di forza.
Nemmeno il cast è così “famoso”, a parte per gli aficionados di fantascienza, con Sam “Terminator Salvation” Worthington, Zoë “Star Trek” Saldana e (per chi ha qualche anno in più) Sigourney “Alien” Weaver. Meglio. Gli attori non distolgono l’attenzione dagli scenari di Pandora. Altro punto “debole” trasformato in punto forte.

Avatar è quel che Cameron – lui più di tutti – ha capito essere la chiave del successo commerciale: entertainment allo stato puro.
Non c’è mai il rischio di distrarsi perdendosi qualcosa. In più, la miscela di contenuti è sempre quella vincente: epica, amore, redenzione, valori forti, religione naturale vs. brutalità pagana. Più o meno lo stesso TNT di Titanic, con l’epica del disastro sostituita qui dalla sontuosità di scenari e di dettagli.

Avatar è il primo film in cui la postproduzione è stata realizzata prima dello shooting. Cameron faceva recitare gli attori *già* inseriti negli scenari del pianeta lussureggiante, riuscendo anche a riprodurre esattamente le espressioni facciali. Incredibile ma vero. Questo ha reso possibile dei movimenti di macchina impensabili prima d’ora. Lo stesso Digital 3D acquisisce nuovi significati, applicato a questa pellicola.
Visivamente, siamo di fronte a qualcosa di inarrivabile. La perfezione della computer graphics (grazie alla Industrial Light & Magic di Lucas) rende realmente impossibile distinguere il vero dal fittizio. L’esperienza di Cameron nei film d’azione fa il resto.

Al termine della proiezione si rimane esterrefatti. Perché il film riesce a colpire su diversi piani.
I più semplici tornano a casa con un insegnamento chiaro: la natura va rispettata in quanto esiste una connessione tra lei e l’uomo. E questa connessione arricchisce entrambi. Gli “allergici” agli indottrinamenti cinematografici tornano a casa sognando mirabolanti battaglie volanti e corse nella foresta. Gli appassionati di videogames assaltano i negozi (o più facilmente la rete) alla ricerca del gioco. I più sofisticati arzigogolano su dove o da chi è stata tratta l’ispirazione per quell’animale o quella pianta, domandandosi se ci siano riferimenti più chiari agli indiani d’america o all’attuale politica internazionale USA. I conquistati torneranno a vederlo. Gli scettici rimarranno tali. Continueranno a ripensarci, anche se difficilmente lo ammetteranno.
Cameron, intanto, conta i suoi bigliettoni. Tutti meritati, dal primo all’ultimo.
E se li investirà in un prossimo film, prenotiamo sin d’ora.

Jake Sully: “Io ti vedo.”

Titolo originale: Avatar
Anno: 2009
Regia: James Cameron
Sceneggiatura: James Cameron
Interpreti: Sam Worthington, Zoë Saldana, Sigourney Weaver, Stephen Lang, Giovanni Ribisi, Michelle Rodriguez
Durata: 162′


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giovedì 28 gennaio 2010



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