Ubriaco d’amore

di CAL 9000 | Category: Archivio Cinema Rating: PG Dialoghi


O sono pazzi loro, o sono pazzo io.
Punch-drunk Love ha fatto vincere a P. T. Anderson il premio di miglior regista a Cannes.
Persone che credevo degne di fiducia me lo avevano raccomandato come “una storia romantica e intelligente”.
Per verificare se tale ossimoro fosse possibile ho speso 6,50 euro, pieno di fiducia per P. T. A., già autore di due film tecnicamente perfetti come Boogie Nights e Magnolia… quando si dice “un nome, una garanzia”.
Un motto a cui non crederò più.
Ritengo utile dire, ai fini della comprensione del mio stato d’animo, che nella sala del cinema erano presenti solo:
- il sottoscritto con due amici di cui uno illuso come me e l’altro trascinato a viva forza, cui dopo la visione ho chiesto perdono in ginocchio;
- sei attempate signore di mezza età che all’intervallo hanno esclamato sgomente: “Ma… questa NON è La 25^ ora!!”, da cui ho dedotto che avevano sbagliato film. Hanno discusso se abbandonare la sala, ma alla fine sono restate.
Vengo al dunque: Ubriaco d’amore è una BUFALA, una TRUFFA, per non ripetere il commento del ragionier Fantozzi sulla Corazzata Potemkin.
Non vale non dico il prezzo del biglietto, ma neanche il consumo di energia elettrica di un televisore… per non parlare del fattore tempo.
D’altra parte non sembra, a vedere il film, che abbiano speso un granché: colonna sonora inesistente, locations ridotte al minimo, sceneggiatura scadente, errori di montaggio marchiani (una cravatta rossa diventa gialla, la macchina della Watson non ha la targa!), inquadrature da cineasta della domenica…
Tutto si regge su Sandler che recita sufficientemente, pur con un solo vestito per tutto il film. Anche la Watson non è male, ma forse l’unica cosa buona del film è P. S. Hoffman che ci regala un’interpretazione inedita per il suo curriculum: burbero e temibile malavitoso.
Gli altri non sono definibili “attori”, vuoi per lo spazio loro concesso dal regista (nullo) vuoi per la loro qualità (nulla anch’essa).
Il fatto poi che il film sia “V.M.14 anni” è irritante.
Non perché ci siano oscenità, ma proprio l’opposto: il protagonista in un momento di disperazione chiama una linea 144 (cosa che lo mette nei guai, perchè lo rende preda di ricatti) e la signorina all’altro capo pronuncia due o tre frasi di una “sconcezza” del tutto irrisoria. Tanto è bastato.
Suppongo che si volesse fare leva sul fattore pubblicitario del divieto, attirando qualche dodicenne per rimpinguare le entrate al botteghino…
E pensare che ci ero andato preparandomi al nuovo capolavoro di P. T. A.
Che delusione!
Quattro sono le possibilità che vedo:
- PTA ha voluto fare un film particolarissimo e per gusti molto ristretti;
- PTA ha avuto un attacco di cecità durante le riprese e poi, recuperata la vista, non ha avuto il coraggio di buttare tutto quanto. (Hollywood Ending docet);
- PTA ha girato questa cosa spendendo la minor quantità possibile di tempo e soldi, dopodiché ha provato a fregare la gente presentandolo come il suo nuovo film;
- PTA non è affatto l’autore del film, si è limitato ad apporre il suo nome per richiamare il pubblico. Il vero autore è un altro tizio, probabilmente un principiante alle prime armi iper-raccomandato.
Qualunque sia la spiegazione, il risultato mi pare pessimo.
Non posso che augurarmi che al suo prossimo film l’autore sappia rediemersi. Uno sbaglio può essere perdonato.
Intanto a me resta il rimpianto del tempo e dei soldi buttati, e l’unica cosa che posso fare è sfogare un po’ del mio veleno cercando di evitare ad altri il mio sbaglio…

Titolo originale: Punch-Drunk Love
Anno: 2002
Regia: Paul-Thomas Anderson
Sceneggiatura: Paul-Thomas Anderson
Interpreti: Adam Sandler, Jason Edwards, Emily Watson
Durata: 95’

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martedì 2 marzo 2010



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