The Quiet American

di CAL 9000 | Category: Archivio Cinema Rating: PG Violenza, tematiche, sensualità

★★★

Dal libro di Graham Greene era già stato tratto nel 1958 un omonimo film di Joseph Mankiewicz (l’autore di Bulli e pupe), definito da molti profetico perché pare anticipasse con notevole precisione quale sarebbe stata la conclusione della politica estera degli USA in Indocina.
Questo remake, avendo per così dire il vantaggio del “senno di poi”, scava nella cause della guerra del Vietnam descrivendo la Saigon del 1952 e in chiusura si ricollega agli eventi bellici poi accaduti, con un’efficace carrellata di prime pagine di giornali.

La regia di Philip Noyce non sempre riesce a tenere il passo (ma la scena dell’attentato nella piazza di Saigon vale da sola il prezzo del noleggio), forse perché questo autore è abituato a thriller d’azione solidamente costruiti mentre qui piuttosto c’è un certo richiamo alle atmosfere “allusive” dei film di spionaggio in cui i protagonisti sembrano sempre avere qualcosa da nascondere.

Già, i protagonisti: confessiamo di non essere grandi ammiratori di Brendan Fraser, ma abbiamo dovuto ricrederci, stante la sua bravura nell’impersonare Pyle, “l’americano tranquillo” del titolo. Un idealista romantico e assolutamente integerrimo, giunto a Saigon al seguito di un’organizzazione governativa, che s’innamora dell’amante vietnamita (malinconica e seducente Do Thi Hai Yen) di un giornalista inglese (Michael Caine, che non è nuovo a film di complotti e la sua esperienza si vede) e cerca il consenso di quest’ultimo per sostituirsi a lui.

Ovviamente negato: ma la scena in cui Pyle fa la sua dichiarazione d’amore alla presenza del concorrente rende benissimo la singolarità di un rapporto in cui l’amicizia sincera si mescola alla competizione, in una situazione a metà fra la rivalità e il triangolo amoroso.
Intanto le macchinazioni politiche prendono corpo e a poco a poco i personaggi sembrano cambiare la propria natura. Indubbiamente atipico, non stupisce che sia passato senza fare molto rumore. Tra il noir e lo spionaggio, con venature sentimentali che però si discostano molto dai luoghi comuni tipici.
Un film sul Vietnam, senza dubbio, ma la definizione può trarre in inganno perché fa pensare immediatamente ad Apocalypse Now, Full Metal Jacket, e tanti altri cui non assomiglia assolutamente. Parla di conflitti ma non è esattamente bellico, perché mette in luce ciò che accadde PRIMA della guerra del Vietnam e come ci si arrivò; piuttosto è un film “geopolitico”, un’efficace lezione sulla strategia americana dello “Stato indipendente”: far nascere e appoggiare un governo locale e autolegittimato, dopodiché controllarlo per vie occulte… la musica che suona è sempre la stessa.

Titolo originale: The Quiet American
Anno: 2002
Regia: Phillip Noyce
Sceneggiatura: Christopher Hampton
Interpreti: Micheal Caine, Brendan Fraser
Durata: 101’

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sabato 27 marzo 2010


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