Steamboy
di Pietro Li Voti | Category: Archivio Cinema★★
Il guaio per quei registi che esordiscono con un capolavoro è che per tutta la vita dovranno convivere con quella loro opera prima e confrontarsi con lei nel tentativo, vano, di superarla.
Questo vale anche per Otomo, autore del pregevole Akira (correva l’anno 1988), che stabilì un nuovo standard per l’animazione e lanciò gli anime nell’universo dei film da cinema.
Da allora il pregevole mangaka giapponese non si è mai più ripetuto, anche se è andato spesso vicino all’obiettivo.
Il vero problema è che, da allora, continua a ripetere ossessivamente la stessa storia e non riesce più a liberarsi dai suoi protagonisti bambini, capaci di mirabolanti avventure e dalla sua ossessiva retorica antimilitarista.
Guardando Steamboy la prima espressione che viene in mente è: peccato.
Davvero un peccato che sia sprecata la qualità eccellente del disegno, di sicuro la migliore in due dimensioni da quando la Disney ha chiuso i battenti (o quasi), ed una pregevole animazione per una storia fin troppo banale.
L’impressione è che la sceneggiatura sarebbe stata un’ottima serie animata, spalmata su un certo numero di puntate ad alta qualità. Invece le necessità cinematografiche hanno sacrificato la storia ad una serie infinita di esplosioni, ingranaggi che si muovono, sequenze interminabili di battaglia (quasi 40 minuti sono troppi per un film con attori in carne ed ossa, figuriamoci per un film a cartoni animati!), robot a vapore, putrelle e macchine volanti (a vapore, naturalmente).
Tutto di elegante fattura tecnica, ambientato in un’Inghilterra di inizio secolo scorso, in cui la massima tecnologia è (guarda un po’) il vapore.
L’ingegnosità di Otomo è floridissima e la creatività delle sue macchine è sublime, ma la mancanza di trama porta inevitabilmente lo spettatore ad assopirsi mentre si susseguono le scene con enormi ruote dentate che ingranano una con l’altra oppure con macchine che sfiatano a destra e sinistra, mentre ci chiediamo il perché ci sia una battaglia nel bel mezzo di quello che sembra Buckingham Palace senza che nessuno sembri reagire all’attacco.
Se aggiungiamo la presenza di alcuni personaggi patetici, come l’odiosa signorina Scarlett, o addirittura surreali come il nonno del protagonista (che sembra Robinson Crusoe), si comprende come alla fine tutti sperino nella distruzione finale della Torre Volante con tutti i personaggi dentro.
Ma sarebbe davvero ingeneroso bocciare per intero il film, che rimane comunque di buona fattura.
Comunque sarà che Miyazaki ci ha abituato troppo bene o che ormai ci si aspetta di più da quelli che un tempo erano volgarmente chiamati cartoni animati ma di certo Steamboy resta un film adatto ad un pubblico infantile, forse meno esigente per quanto riguarda trama e logica dell’azione e contento di vedere tanta azione e buoni sentimenti.
Dr. Eddie Steam: “Il caos ci trasformerebbe. Il cuore si adatta alla realtà”
Dr. LLoyd Steam (puntando una pistola su Eddie): “Ma il cuore viene prima, Eddie!”
Titolo originale: Suchimuboi
Anno:2004
Regia: Katsuhiro Otomo
Sceneggiatura: Sadayuki Murai, Katsuihiro Otomo
Durata: 103’
giovedì 12 agosto 2010