Chiedi alla polvere

di CAL 9000 | Category: Archivio Cinema Rating: PM Tematiche, Linguaggio, Sesso esplicito

★★
L’amore o è tragico o non è amore.

Si esce dal cinema, dopo la visione del film, e ad alcuni nelle volte cerebrali pare di sentir ronzare quest’idea di gioia e felicità che promana dall’opera. Altri magari, meno portati all’esistenzialismo, ripensano semplicemente a quant’erano belli e aitanti i protagonisti.

Intendiamoci, la colpa o il merito dell’agrodolce pessimismo di questo film non va a Robert Towne, lui si è limitato a riadattare per il grande schermo (ci ha messo anni, e parte di questa lentezza sembra essersi riversata nel prodotto) il romanzo semiautobiografico di John Fante, raffiguratosi nell’alter ego Arturo Bandini. È da qui che viene questa polvere di tristezza e decomposizione che copre l’esistenza, forse la vita di tutti, sicuramente quella dei protagonisti.

A voler puntualizzare, qualche grossa libertà nell’adattamento il regista se l’è pure presa. Arturo Bandini e Camilla nel libro non erano così piacenti e prestanti. Colin Farrell e Salma Hayek sono molto bravi, nonostante siano molto belli, ma forse per una maggiore fedeltà al testo ci volevano attori con un altro physique du role.

Dispiace un po’ per i comprimari, il vecchietto alcolizzato Sutherland e la giovane Menzel affamata d’affetto. Sembrerebbero bravi, ma non è facile dirlo perché appaiono poco e contano pochissimo. Se la trama li avesse trascurati meno, il prodotto finale ne avrebbe guadagnato.

Nella prima parte il film è funzionale allo scopo: descrive bene lo stallo esistenziale del giovane Bandini “che amava uomini e bestie dello stesso amore e non aveva paura di nulla”, le sue incertezze come uomo e come scrittore, la nascita dell’amore litigioso con la sua musa messicana.

Ma nella seconda parte qualcosa s’inceppa, il film singhiozza. Dovrebbe farci capire i problemi d’integrazione sociale dei due innamorati, ma come facciamo a capirli se loro si rinchiudono in una casa in riva al mare e si isolano dal mondo?

I temi da cui il film partiva – la difficoltà del processo creativo, il razzismo, la povertà e l’emarginazione – restano alla fine sullo sfondo, oscurati dalla macchinosa storia d’amore che assorbe l’attenzione dello spettatore lasciando poco spazio per altre considerazioni.

Conclusione: un film da guardare o in dolce compagnia o in una lunga serata in cui ci si vuol sentire tristi. Se vi piacciono i drammi sentimentali, probabilmente vi piacerà.
Se invece non li potete reggere, evitare di fare questa domanda alla polvere, la risposta potrebbe non piacervi.


Arturo Baldini: “La scarsa esperienza di vita è caratteristica essenziale dello scrittore, dovuta al fatto che non si può essere in due posti diversi. Non si possono vivere romanzi e al tempo stesso scriverli. Fare molto con poco è, in breve, il mestiere dello scrittore”.

Titolo originale: Ask The Dusk
Anno: 2006
Regia: Robert Towne
Sceneggiatura: Robert Towne, John Fante (romanzo)
Interpreti: Colin Farrell, Salma Hayek, Donald Sutherland, Idina Menzel
Durata: 117’

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sabato 27 marzo 2010



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