Anything Else
di Francesca Petrocelli | Category: Archivio Cinema★★
Ogni nuova pellicola del cineasta newyorkese è una consueta boccata di aria fresca. Sembra sia diventato un gradito rituale quello di Allen che, dopo Hollywood Ending e a distanza di un anno esatto, ci regala una nuova “woody-commedia” – perché il suo è un filone a parte del genere – un frizzante affresco autunnale sull’amore a prima vista non sempre così perfetto.
Probabilmente, nella commedia precedente (“quando la cecità non può essere più inopportuna”) affiora una maggiore ilarità e tendenza alla risata; ma con Anything Else ritroviamo un Woody Allen di sicura qualità, che si riaffida quasi completamente a quel cinema di parola che costituisce da sempre la sua forza, lo stesso che ha conquistato Venezia alla sessantesima edizione del prestigioso festival del cinema.
Un Allen che non abbandona i “distintivi” delle proprie opere, quei fiori all’occhiello della sua genialità così confortanti per lo spettatore e che decorano una pellicola che profuma dolcemente di Anni Trenta, a partire dai classici titoli in bianco che scorrono sullo sfondo nero (accompagnati dall’immancabile sottofondo jazz che “romanticizza” anche il resto della pellicola); la fotografia “anticata” per le scene che stringono sulla bizzarra coppia d’innamorati (che tanto ricorda le atmosfere de La maledizione dello scorpione di giada), fino alle carrellate sull’amatissima New York, una New York solare, briosa, esuberante che segue la storia del giovane Jerry Falk (Jason Biggs).
Già. Perché in Anything Else il cineasta newyorkese, non più protagonista assoluto, cede il suo personaggio-cameo e reincarna il proprio “soggetto” negli abiti novizi del giovane alter-ego Jason Biggs. La formula è sempre la stessa e gli ingredienti anche, con le solite nevrosi, le solite fobie, i soliti tic, le sedute dallo psicanalista, le battute fulminanti e tutta la verve del sapiente regista.
Eppure, nonostante il giovane Jason Biggs se la cavi piuttosto egregiamente – reduce rigenerato dell’indigesto American Pie - è impossibile non rivedere nelle movenze e nelle battute del “povero” Jerry, le buffe espressioni e la bizzarra gesticolarità tipica di Allen, che “nelle mani” di Biggs rende solo a metà e non impedisce cadute di ritmo nella pellicola – abilmente bilanciate dall’escamotage dello sguardo in camera, che rivolto direttamente allo spettatore crea quel pizzico di coinvolgimento in più.
A far da spalla a Jason Biggs, un Danny De Vito (Harvey) divertente ed in forma ed una Christina Ricci (Amanda) tutto sommato niente male, nonostante alcune espressioni un po’ troppo sopra le righe.
Deliziosa e ironica ballata sulla vita – che “è come tutto il resto” – con tutto il suo indiscutibile fascino, per tutti gli amanti delle woody-commedie e di una risata priva di volgarità.
Titolo originale: Anything Else
Anno: 2003
Regia: Woody Allen
Sceneggiatura:
Interpreti: Woody Allen, Christina Ricci, Jason Biggs, Danny DeVito
Durata: 108′
venerdì 29 gennaio 2010