American Beauty

di CAL 9000 | Category: ACMEssai Rating: PM

★★★★
Il matrimonio di Lester è naufragato da molto tempo, il suo rapporto con la consorte è di un patetico tristissimo; inizialmente cerca di porre rimedio, ma non trova di meglio che cercare una via di fuga fatta di spinelli, assenza di responsabilità e bramosie sull’amica sedicenne della figlia.

L’impiegato che si ribella, la donna in carriera, l’adolescente depressa, la majorette che sogna di fare la modella, il marine omofobo e ultrareazionario, il ragazzo “strano” che vive in simbiosi con la telecamera sono tutti stereotipi della cultura statunitense.
Mendes (inglese) mette a nudo le contraddizioni d’America e piace all’America.
Cinque Oscar: film, regia, attore protagonista, fotografia, sceneggiatura.

Un film tecnicamente ottimo, con eccellenti attori, dalla solida sceneggiatura, a tratti poetico. Bellissimo.
Eccezionale bravura di tutti i protagonisti: perfetto Kevin Spacey (giustamente premiato con l’Oscar), perfetta Annette Bening (ingiustamente privata del suddetto premio), perfetti gli altri comprimari.

Ottima la colonna sonora, bella la fotografia luminosa e patinata (il colore rosso, come la rosa e come il sangue, ricorre nei momenti topici) che ogni tanto lascia il posto all’8mm sgranato della videocamera di Wes Bentley quando costui inquadra “la vera bellezza”.
American Beauty è una riflessione filosofica sulla bellezza nascosta delle cose, come una semplice busta di plastica sballottata dal vento nella sequenza culto, contrapposta alle bellezze fasulle di cui il mondo è pieno: ad esempio l’ambizione della celebrità, il sesso o la carriera come uniche forme di autogratificazione.

Mendes congeda così il suo spettatore in modo alquanto pessimistico, nel suo ritrarre una situazione oggettivamente drammatica (la crisi dei valori) senza proporre soluzioni di sorta ed anzi sembrando dire “prendetene atto, è così”.
Tuttavia questa sensazione convive con un innegabile senso di pace e di trascendenza: perché infine Lester, con la saggezza dei defunti, racconta cosa si vede “dopo”.
Ed è bellezza, bellezza pura.

Lester Burnham: “Mia moglie e mia figlia mi vedono come un colossale perdente. Hanno ragione.”

Titolo originale: American Beauty
Anno: 1999

Regia: Sam Mendes

Sceneggiatura: Alan Ball

Interpreti: Kevin Spacey, Annette Bening, Thora Birch

Durata: 122’

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venerdì 26 marzo 2010


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